Astra GTC 2.0 CDTI - Alla guida

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Astra GTC 2.0 CDTI - Alla guida

Messaggiodi Tony83 » 17/07/2013, 18:21

Alla guida

- Eppure l’Astra GTC non si limita ad essere semplicemente un bell’oggetto del desiderio, un’auto dal design riuscito, ma del tutto priva di sostanza. I tecnici Opel, infatti, attingendo al proprio know how, con l’obiettivo di conferire alla versione a 3 porte un comportamento dinamico personale, hanno adottato delle soluzioni tecniche raffinate ma, allo stesso tempo, parsimoniose: ne è prova il gruppo sospensivo anteriore che, al posto dell’abusato semplice Macpherson, prevede l’HiperStrut, ovvero, una sua evoluzione caratterizzata dalla separazione tra il mozzo della ruota e il montante elastico. Ciò riduce al minimo il sottosterzo e garantisce minori sollecitazioni al volante.

- Inoltre, il posteriore si avvale di una soluzione furba ma molto efficace: in luogo del più raffinato e costoso multilink, la GTC monta il cosiddetto parallelogramma di Watt che, grazie alla presenza di due bielle trasversali collegate ai bracci longitudinali e ad uno snodo centrale, assicura una grande stabilità ed un comfort di rilievo.

- Effettivamente una delle doti che il guidatore smaliziato saprà, senz’altro, apprezzare è l’ottimo assetto impreziosito nella versione Cosmo S dalla presenza del Flex Ride, controllo elettronico degli ammortizzatori. Grazie a tale sistema l’auto risulta sempre ben piantata al suolo, trasmette un immediato senso di sicurezza. Lodevole la possibilità di impostare tre modalità di guida, normale, tour e sport:

- la prima risulta particolarmente versatile in quanto adatta istantaneamente l’assetto dell’auto al tipo di strada ed allo stile di guida, ammorbidendo od irrigidendo gli ammortizzatori all’occorrenza. Inoltre, il carico del volante risulta adeguato alla guida cittadina per, poi, divenire corposo, consistente su percorsi extraurbani ed autostradali.

- La modalità Tour offre il livello di comfort maggiore: è adatta sia ai lunghi trasferimenti autostradali sia a percorsi particolarmente sconnessi e disastrati. Inoltre, il carico del volante si alleggerisce ulteriormente in modo da non affaticare il guidatore. In tale modalità l’assetto è in grado di filtrare molto efficacemente le asperità del terreno anche se, talvolta, si avverte un fastidioso effetto “galleggiamento” dovuto ad una minor frenatura degli ammortizzatori. Il rischio, in questa modalità, è quello di percorrere tratti dissestati con troppa disinvoltura sottoponendo i cerchi di generose dimensioni ad eccessive sollecitazioni.

- Ma è, senza dubbio, alla pressione del tasto sport che la GTC mostra il suo lato sportivo, sottolineato anche in abitacolo dalla comparsa nel quadro strumenti di una piacevole ed accattivante colorazione rossa. In tale modalità, si percepisce in maniera netta un maggior carico del volante, una maggiore prontezza dell’acceleratore ed un consistente irrigidimento delle sospensioni il che garantisce un comportamento dinamico invidiabile. Il sottosterzo risulta molto meno marcato, inoltre, il beccheggio ed il rollio, maggiormente presenti nelle altre modalità, sono efficacemente contrastati. Tutto ciò, evidentemente, è garanzia di grande divertimento e piacere di guida.

- Cosa non trascurabile, si familiarizza piuttosto rapidamente con i comandi principali: la frizione, non leggerissima ma dalla corsa corretta, risulta ben modulabile; il pedale del freno offre un discreto feedback al guidatore a causa di un carico adeguato, magari non sportivissimo, ma lontano anni luce dalla spugnosità che caratterizzava il modello precedente. Inoltre, l’impianto frenante risulta potente, assolutamente adeguato alla stazza ragguardevole dell’auto, stabilissima e composta anche nelle staccate più violente.

- Abituato agli impuntamenti ed ai capricci del cambio M32 della GTC H, è stata una piacevolissima sorpresa armeggiare con il nuovo cambio F40: ha innesti lievemente contrastati ma precisi, abbastanza secchi, non è afflitto da impuntamenti, si presta anche ad un uso sportivo grazie ad una leva dalla escursione non eccessiva e dalla corretta posizione.

- Un elogio a sé merita il volante che si segnala per una corretta taratura della servoassistenza elettrica: è un comando molto pronto, diretto, che restituisce un ottimo feedback per via di un carico sempre adeguato alle diverse situazioni di guida. Tuttavia, il diametro di sterzata risulta essere piuttosto limitato il che costringe spesso ad effettuare una manovra in più del previsto.

- Il riuscitissimo mix telaio – cambio – freni è ben supportato dal 2.0 Cdti da 165 cv che sfoggia la ragguardevole coppia di 350nm (380nm in regime di overboost). Si tratta di un motore turbo diesel frutto della passata collaborazione con Fiat Powertrain. Tuttavia, nonostante tali dati facciano ben sperare, le prestazioni rilevate, a confronto con la concorrenza, non sono esaltanti (212 km/h vel. max.; 0-100 in 8.7 sec.), soprattutto a causa del peso notevole della vettura. Dunque, dimenticate accelerazioni e riprese brucianti, queste ultime penalizzate da una rapportatura volutamente lunga dei rapporti del cambio, adottata allo scopo di contenere i consumi.

- A onor del vero, però, il motore mostra un certo brio ai bassi regimi: già prima dei 2000 giri il turbo inizia a spingere con vigore fino ai 3000/3200 giri. Dopo tale soglia la spinta si affievolisce fortemente anche se, teoricamente, all’occorrenza, magari in fase di sorpasso, si può contare su un buon allungo anche oltre i 4000 giri. La vivacità del motore è esaltata dalla selezione della modalità sport la quale, tuttavia, come detto, non comporta alcun innalzamento né della coppia né della potenza ma semplicemente una maggiore reattività dell’acceleratore.

Difetti
- Il difetto che salta subito all’occhio durante la guida è la scarsa visibilità in tutte le direzioni: la visuale posteriore è pregiudicata dalle ridotte dimensioni del lunotto e da montanti piuttosto massicci. Tuttavia, con un po’ di abitudine e facendo affidamento sugli utili sensori di parcheggio, si impara a percepire piuttosto bene la parte terminale, cosa che sulla Scirocco, per via di una maggiore bombatura del parafango, era proibitiva.

- La visuale anteriore risulta seriamente compromessa dalla presenza dei massicci montanti anteriori che rendono spesso difficoltosa l’immissione sia da destra sia da sinistra, operazione resa ancora più precaria dalla collocazione ad altezza dello sguardo del guidatore degli specchietti esterni di generose dimensioni.

- Nonostante la qualità percepita sia notevole, tuttavia, ho riscontrato qualche scricchiolio di troppo proveniente dalla plancia e dalle portiere.

In conclusione
- La nuova Astra GTC è sicuramente un prodotto riuscito che si segnala per un design accattivante ed un comportamento dinamico piacevole, senza per questo porsi ai vertici in materia di prestazioni, come detto, piuttosto sottotono a causa di una massa ragguardevole.

- Senza dubbio, si tratta di una vettura che compete con armi affilate con le sue dirette concorrenti Scirocco e Megane Coupé, contando su un costo d’acquisto adeguato ai contenuti tecnici offerti che, come osservato, risultano di alto livello.
Immagine
Astra GTC J 2.0 CDTi 165 Cv Cosmo S Seashell

Optional:
-AFL
-Navi 900 con Bluetooth "vivavoce" e comandi vocali
-Sensori di parcheggio anteriori e posteriori
-Sight & Light Pack
-Freno di stazionamento elettrico
-Cerchi da 20"
-Ruotino di scorta
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Caratteristiche: GTC Cosmo S 2.0 CDTI 165 CV

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